danza iroke Miriam Bendìa

Femina: Hafla Dancers

Sabato 16 giugno, al teatro Eschilo (Roma), le Hafla Dancers daranno vita al loro nuovo spettacolo:
Femina.

 

Al principio erano il mare e la sabbia: si sfioravano, si lasciavano trasportare, impetuose anime l’una nell’altra, si muovevano accanto, si respiravano vicine, si depositavano danzando in carnali mulinelli.

A Elisa Scapeccia, fondatrice delle Hafla Dancers e autrice della performance, abbiamo chiesto cosa l’ha ispirata.
«Femina… Fertile… Nasce ascoltando il canto del deserto, che è lo stesso canto del mare, come se narrasse ciò che era, come se la sabbia raccontasse ancora del suo amato mare.
Nasce dal suono, ma rappresenta la separazione. Non abbiamo il dovere del lieto fine, raccontiamo dell’uomo (mare) costretto ad allontanarsi dalla donna (sabbia) rimanendone schiavo, per sempre, nel continuo ricordo.»

francobollo con Elisa Scapeccia

Mi racconti di quella volta che sei finita su un francobollo?
«Un anno fa, il re del Marocco autorizzava la stampa di un francobollo in edizione limitata.
Un francobollo che rappresentava un quadro di una danzatrice.
Una danzatrice che, in una sua esibizione a Casablanca, simboleggiava la libertà femminile.
Aveva un vestito bianco e i piedi più neri che avesse mai visto.
Ballava in un ex mattatoio, con la luce del sole e non dei riflettori.
Senza musica perché non vi era un impianto audio.
Le avevano solo detto: “Danza pensando alla felicità!”
Ed ora eccomi qua.
Donne, fatevi rispettare che la verità dipende solo da voi.
Abderrahmane Ouardane è l’artista che creò il quadro.»

 

Cos’è la danza per te?
«Prima era espressione, da qualche anno a questa parte sta diventando creazione. La Danza per me è parte integrante ormai del mio essere, non so di preciso cos’è ma so che è la ladra del mio tempo e del mio sonno.
È la lacrimuccia che scende di nascosto ed è la mia lingua universale.

È tutta l’aria che riesci a racchiudere in un barattolo…

Sì, aria

Hafla Dancers ph Ludovico Cattivera
Hafla Dancers ph Ludovico Cattivera

Come nascono le Hafla Dancers?
«La mia compagnia nasce come un gruppo di amiche che adoravano ballare. Io ne ero l’insegnante e la coreografa, poi le amiche sono cambiate e sono arrivate nuove amiche, e la passione è cambiata in lavoro.
Nel 2019 festeggeremo 10 anni e lo spettacolo di sabato è il primo dei 10 spettacoli che abbiamo in repertorio, li riproporremo tutti nel prossimo anno.»

 

Al principio erano il mare e la sabbia e il vento notturno ancora lo racconta.
Ne parla come se fosse il figlio di un amore diviso, il narratore, la voce fuori scena.
Supporta Lei, l’accompagna nella buia notte raccontando a tutti i figli che la vivono, come era la storia d’amore della Grande Madre.

Elisa Scapeccia

Imagine a woman, completely dressed in black, in a middle of the beach. A little bit far to see, she sees the boat where her lover coming away.
Deeply in her soul she wants to believe. She starts crying. She starts singing like this…

Vi depois, numa rocha, uma cruz,
E o teu barco negro dançava na luz
Eu sei, meu amor,
Que nem chegaste a partir
Pois tudo em meu redor
Me diz que estás sempre comigo
No calor do leito, nos bancos vazios;
Dentro do meu peito, estás sempre comigo.

Il mare le ha lasciato solo l’oro, donna avvolta in cristalli salini che la rendono immortale, pura, bellissima.

La sua pelle è l’andare continuo e l’incessante narrare, non aria ma sale, quello che resta dopo il sudore.

Elisa Scapeccia
I suoi gesti femminili in tutto, gesti di fecondità, gesti rotondi, pieni.
Potente, Ricca, Infinita.
E la sua striscia di sabbia umida… La striscia di sabbia che abbraccia le acque del suo amato… L’unico punto di unione dell’amore, possiede la passionale vanità del concentrato di vita rubato al mare.

 

locandina Femina

FEMINA
Spettacolo di danza medio orientale
Scritto e diretto da Elisa Scapeccia
Interpretato dalla compagnia Hafla Dancers
Voce e poesia: Lorenzo Bosco

Sabato 16 Giugno 2018
TEATRO ESCHILO
Via Eschilo, 85
Roma

La prenotazione è obbligatoria: al numero 3208172626 

 

Cover: Elisa Scapeccia ph Andrea Di Biagio

 

Se anche tu hai una domanda per Elisa, vuoi prenotare un posto al prossimo spettacolo oppure iscriverti al suo prossimo corso, non esitare… Puoi farlo qui!

 


Miriam BendìaMiriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri, l’ultimo lo potete leggere qui.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l’arte talvolta migliora l’arte della vita.

Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.

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