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Good Feelings: i colori escono dal quadro della nostra anima

Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima.
Wassily Kandinsky

Sicuramente Kandinsky avrebbe adorato Good Feelings, il metodo ideato dall’artista visiva Raluca Andreea Hartea.

Ha frequentato il triennio di Arti Visive alla Naba e il biennio di Psicologia Analogica e Ipnosi Dinamica al Cid Cnv di Milano. Ha esposto in gallerie e istituzioni in Italia, Spagna e Cina. Partecipa come guest speaker ai corsi di Design e Illustrazione all’Università degli studi di Milano, al Collegio di Milano e alla Scuola Internazionale di Comics di Roma.

La natura esteriore e quella interiore, per Raluca Andreea Hartea, sono due attributi dell’esistenza strettamente connessi tra loro: ciascuno subisce l’influenza dell’altro. La fascinazione per l’essere umano la porta a indagare l’universo interiore come metodo per esplorare il mondo circostante.

L’elemento del colore è un aspetto continuamente analizzato in quanto stimolo fisiologico e simbolico, capace di evocare memorie individuali di azioni, emozioni e sensazioni ad esse associate, spesso inconsapevolmente.

Raluca Andreea Hartea

Come nasce e da cosa trae ispirazione il metodo Good Feelings?
«Il metodo nasce unendo varie intuizioni da mondi lontani tra di loro, che fondamentalmente hanno un elemento in comune: l’uomo e il suo sentire. Sia che si tratti del mondo della psicologia, che quello dell’estetica, dell’architettura o dell’abbigliamento, tutto ruota intorno alla persona.

Come mi sento? Come mi percepisco e cosa percepisco?

Ma Good Feelings, questo metodo di indagine uscito “dal quadro”, dalla mia ricerca artistica, nasce effettivamente insieme all’architetto Riccardo Marinelli e dai nostri continui confronti su quanto fosse complicato concordarsi con i clienti sulla scelta del colore, nella ristrutturazione della propria casa.

Comprensibilissimo, certo… Tra varie prove e indecisioni profonde sul colore di cui circondarsi per i successivi anni, abbiamo deciso di provare l’ipnosi e andare direttamente alla fonte di queste “informazioni”: nell’inconscio. Così, attraverso una piacevole esperienza di ipnosi dinamica, si può scoprire una vasta gamma di colori dei quali non si immagina nemmeno l’esistenza! Tutti associati a esperienze felici, ovviamente, così non solo quei colori alla fine piacciono alla persona, ma ogni cosa intinta di quella nuance le trasmette una sensazione piacevole.»

Good Feelings applicato nell'interior design
Good Feelings applicato nell’interior design

 

Trattandosi di un lavoro di associazioni concettuali, come scegli i materiali e i toni delle tue opere per esprimere compiutamente il loro significato?
«Si tratta di un lavoro concettuale, ma le associazioni non avvengono logicamente bensì inconsciamente. E proprio per non cadere nell’interpretazione di un dato colore e di una possibile collocazione nella vita del soggetto, come dicevo, uso una tecnica ipnotica che permette di individuare le caratteristiche delle quali ho bisogno.

Sono essenzialmente i colori, che erano presenti nei momenti emotivamente più intensi della sua vita, e la percezione che ha la persona di se stessa, del proprio ego.

I colori e le dimensioni vengono, quindi, fuori da una seduta di ipnosi, anche se preferisco pensarla più come a un’intervista, in cui la persona è molto rilassata ma sempre consapevole.

Ma è il dopo che a me interessa particolarmente: l’insieme di questi elementi solletica i ricordi del soggetto che prova una sensazione gratificante nel guardare l’opera, una piccola Sindrome di Stendhal “controllata”.

E altri fruitori, per la mancanza di appigli logici, esprimono un parere di piacere o meno basato sulle caratteristiche e atmosfere che il passato ha predisposto loro a sentire. Un giudizio privo di etichette, puro!»

 

Quando è nata la tua volontà di esplorare la connessione tra colori, forme e la personalità?
libro Graziella Magherini “Mi sono innamorata di una statua”.«Tutto è scaturito quando ho capito cosa si nasconde dietro la Sindrome di Stendhal, dopo aver letto il libro che ha scritto Graziella Magherini, psichiatra presso Santa Maria Nuova di Firenze, “Mi sono innamorata di una statua”.

L’idea è che non c’è una bellezza oggettiva, e le sensazioni di apprezzamento o meno che proviamo davanti ad un’opera d’arte dipendono dal proprio vissuto personale, dall’inconscio e da cosa questo ha registrato nell’arco della vita sviluppando un meccanismo di riconoscimento che si può sintetizzare come “gusto”.

Quello che ci piace e quello che non ci piace è tale perché è un sentimento familiare, e il colore e le forme possono creare degli agganci emotivi molto importanti tra l’esperienza presente e un ricordo passato, arrivando anche a provare una sensazione che può sembrare “sproporzionata”, per esempio, davanti ad “modesto” monocromo. Non è solo quello che l’occhio decodifica in un preciso momento, ma anche tutto il processo di riconoscimento e di significato che si avvia.»

 

Che cosa sono per te i colori?
«Per me il colore è vita! Non voglio sembrare esagerata… Ma il colore è luce, e luce è energia.»

Mark Rothko

Se potessi scegliere un quadro nella storia dell’arte mondiale, quale vorresti aver dipinto?
«Sicuramente uno qualsiasi degli ultimi vent’anni di Mark Rothko: campiture e abbinamenti di colori puri, per dire tutto e per dire niente.

Per lasciare la libertà a chi lo guarda di potersi perdere o magari proprio di ritrovarsi.

Di proiettare paure e angosce, beatitudine ed estasi, in base al proprio sentire momentaneo.

Per lui scegliere quale colore stendere sulla tela era un atto sacro, un rito di iniziazione, una ricerca interiore, ancora e ancora.»

 

Se puoi rivelarcelo, quali sono i colori che ti fanno “sentire bene” e perché?
«Mi sento un po’ un caso umano!!! Sono l’unica persona a cui ne son venuti fuori così pochi: 7. Un bianco panna e uno ottico, un rosa carne, un rosso magenta, un verde militare, un blu notte.

il rosa di Raluca Andreea Hartea

Mi piace indagare, sviscerare e capire il perché delle cose, questo è vero, ma su certe cose, soprattutto quando sono alla mia portata, mi piace mantenere quell’alone di mistero.

 

Per cui so dirti solo cosa si cela dietro a quel rosa carne: la pelle di mia mamma quando mi teneva vicino al suo petto.

E in quest’ultimo anno, con la tendenza del rosa declinato in tutte le sue sfumature, non ti dico… Mi sono sentita in un brodo di giuggiole!»

 

In una realtà che si trasferisce in maniera sempre più radicata sull’online, cambia la fruizione dell’arte?
«Questa stessa domanda se la sono posta anche all’Università di Parma e una squadra guidata dal neuroscienziato Vittorio Gallese ha condotto un esperimento proprio su questo. L’anno scorso, durante la mostra al Castello di Rivoli, “L’emozione dei colori nell’arte” a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, hanno testato la percezione dal vivo e dallo schermo di 60 tester. E io sono stata una di questi!

Per arrivare alla conclusione che non c’è una sostanziale differenza tra le due cose, anche perché stiamo solo parlando di percezione. Di vedere, vediamo le stesse cose, anche se una versione è vera e l’altra, mantenendo le stesse dimensioni, riprodotta su uno schermo.

Personalmente trovo che il contesto in cui le opere sono presentate, il dialogo con le altre opere, la curatela che sta dietro ad una mostra, siano decisamente più palpabili di presenza che online.

L’esperienza è fatta di piccoli e fondamentali tasselli che non si possono né devono scostarsi dalla tridimensionalità della realtà

 

Ci sono episodi legati al progetto Good Feelings che ricordi con particolare entusiasmo?

«Good Feelings è un metodo di indagine che nasce da una mia ricerca sui colori, ma anche dalla voglia di uscire dal contesto artistico del quadro, del muro, della galleria.

È un servizio di personalizzazione cromatica, nato per la necessità sempre più crescente di offrire un prodotto unico e customizzato nel mondo dell’interior design, della moda, dell’automotive, della cosmesi… Dove l’universo della persona si tinge con i colori dei ricordi più belli, ricreando nel presente quelle sensazioni tanto piacevoli e familiari, che infondono benessere!

Il colore non è solo un fatto artistico. Oggi il colore è importante e il suo utilizzo è più versatile che mai!

In natura ogni cosa è intrinsecamente colorata e nell’industria 4.0 ogni cosa subisce il quesito: di che colore lo si fa!?

Un mobile, un vaso, una mattonella, un abito, un accessorio…

Sarà che l’essere cresciuta nel comunismo mi abbia fatto andar strette le “imposizioni” esterne come l’ego delle varie figure professionali o le mode passeggere, ma perché nel scegliere una cosa per me, una cosa di cui mi circonderò e che mi accompagnerà per alcuni momenti della mia vita, non si parte da me?

Tanti sono gli episodi, veramente… Ma i feedback che ricevo dopo che le persone metabolizzano la propria palette, ogni volta mi commuovono!

Basta veramente poco per star bene: basta spostare leggermente il punto di vista.

E poi, ora, Good Feelings si sta evolvendo nella versione digitale. Stiamo cercando di replicare con le nuove tecnologie quello che facciamo “manualmente”. Il prototipo è in dirittura di arrivo anche se è stato molto più complicato di quello che pensavamo. Ci siamo dovuti appellare all’intelligenza artificiale e all’uso di sensori di ultimissima generazione!

Ma il lato umano non lo abbandoneremo mai… Anzi!»

 

Elisa Bonandini Beauty Coach

Insieme a Elisa Bonandini, Raluca Andreea Hartea ha creato un corso a dir poco speciale: ‘Colore, estetica e benessere’.

Elisa Bonandini è Beauty Coach, contributor per i canali moda e bellezza di Donnamoderna.com, consulente di personal e corporate image. Partecipa come guest speaker ad eventi di cosmetica e moda, è docente in corsi di formazione e aggiornamento professionale.

Un diploma artistico e la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, hanno formato il suo senso estetico. Specializzazioni in consulenza di immagine e make-up, e il lavoro sul campo con centinaia di persone, hanno forgiato le sue tecniche e know how.

Elisa ricerca l’armonia e la bellezza nelle persone in quanto espressione della propria personalità ed unicità.

Colori, linee, forme del corpo e le proporzioni tra esse sono la tela sulla quale far riaffiorare la naturale armonia. Ridisegnandoli rinnova appeal ed espressività, accompagnando la persona lungo un percorso pratico ed efficace per realizzarne il potenziale di immagine.

L’immagine è energia! E come tutte le forme di energia ha un potere di attrarre o respingere.

Questa energia se gestita fa stare bene con se stessi, fa entrare in connessione con gli altri, e aiuta a raggiungere i propri obiettivi. Immagine deriva da “mimos” che significa imitare: diventiamo ciò che immaginiamo.

Elisa è anche impegnata nel volontariato come beauty consultant per due associazioni a sostegno delle donne in terapia oncologica, alle quali mette a disposizione il suo know how sul make-up correttivo e l’analisi cromatica.

logo Corso Colore - Estetica e Benessere

Ci racconti in cosa consiste il vostro corso ‘Colore, estetica e benessere’?
«È un corso che insegna a sfruttare i benefici del colore sulla persona sia a livello estetico, e quindi esteriore, sia a livello interiore, andando ad individuare i “colori che stanno bene e che fanno sentire bene”.

Aiuteremo i partecipanti, attraverso le nostre rispettive tecniche e ricerche sul colore, a consapevolizzare i loro colori, quelli più adatti a migliorarne sì l’immagine, ma anche il benessere.

È un corso che, così come è stato ideato, è unico nel suo genere. È aperto a tutti, a chiunque voglia regalarsi questa esperienza che serve a conoscersi di più, ed è molto interessante in particolar modo per chi è del settore e usa il colore come strumento di lavoro.

palette Corso Colore - Estetica e Benessere

Ha un approccio diverso rispetto a quanto siamo abituati a pensare e fare rispetto al colore: siamo costantemente influenzati dai significati oggettivi dei colori, dalle dinamiche psicologiche dei colori, dai colori che propone la moda.

E “subiamo” il colore come un fenomeno che si muove dall’esterno verso il nostro interno, dando per scontato che il blu, il rosso o il giallo abbiano lo stesso identico effetto su tutte le persone, come fossimo robot e non persone con trascorsi di vita ed un’immagine estetica, diverse e uniche.

Con questa esperienza portiamo alla luce l’individualità e la consapevolizzazione dell’approccio ai colori di ciascuna persona, creando palette di colori personalizzate.

Questo è il programma del corso che teniamo oggi, a Milano…

programma Corso Colore - Estetica e Benessere
Il prossimo appuntamento sarà il 29 settembre, sempre a Milano… Potete prenotarvi qui.

Vi aspettiamo!»

 

Una volta individuata la nostra palette personale, come e dove possiamo utilizzarla per “sentirci bene”?
«La palette personale si può usare nell’abbigliamento, nel make-up, negli accessori, e aiuta persino nella scelta del colore dei capelli, se parliamo della parte estetica.

Se invece parliamo di benessere allora la palette si estende alla propria casa, ai propri strumenti di comunicazione, al proprio ufficio, ovunque si possa personalizzare un ambiente o situazione (ad esempio un evento importante come un matrimonio!) con del colore.»

Elisa Bonandini Beauty Coach

Quali servizi puoi offrire ai nostri lettori come specialista in image consulting?
«Lavoro sull’immagine della persona nella sua totalità, partendo dallo studio del colore sulla persona, tecnica che si chiama Armocromia e che utilizzerò anche nel corso.

Studio il viso e le sue caratteristiche somatiche, per capire quale taglio di capelli e accessori funzionano meglio, come ad esempio gli occhiali che sono un accessorio che cambia molto la percezione del viso.

Studio la silhouette e lo stile, aiutando a consapevolizzare punti di forza e debolezza per poi rispondere con soluzioni nuove, rinfrescando il guardaroba.

Con i liberi professionisti seguo anche la loro immagine on-line e i loro strumenti di comunicazione, oltre a curare i loro servizi fotografici per la parte di styling e ambientazione. Infine faccio consulenza ad aziende, in diversi ambiti.»

Edith Head tra le sue creazioni

Se potessi scegliere un abito immortale nella storia della moda, quale vorresti aver disegnato?
«I leggiadri e sensuali abiti a sirena in seta che indossò l’attrice Americana Jean Harlow negli anni 30, vestita da Edith Head, la image consultant e designer più richiesta di Hollywood tra gli anni 20 e 60.

Ne parlerò proprio nel nostro corso “Colore, estetica e benessere”: Edith Head fu una delle prime pioniere dello studio del colore applicato alla persona, con le sue “Color Aura Chart” per ogni tipologia cromatica, e la sua approfondita ricerca sulla resa dei colori nel cinema in bianco e nero.»

Palette Good Feelings di Elisa Bonandini

Se puoi rivelarcelo, quali sono i colori che ti fanno “sentire bene” e perché?
«Ho vissuto l’esperienza dei colori Good Feelings prima di ideare insieme a Raluca Andreea questo corso, volevo rendermi conto in prima persona di come funzionasse la sua tecnica e quali effetti avesse.

Non vi nascondo che quando ho visto la mia palette dopo la sessione di ipnosi dinamica cosciente sono rimasta inizialmente perplessa, non riuscivo a riconoscermi in quei colori e non capivo da dove venissero.

All’inizio ho percepito solo delle connessioni a livello di colori che mi piacevano e che ho utilizzato sempre molto nell’abbigliamento.

Poi, dopo 3 mesi dalla sessione, sono ritornata nel paesino dove sono cresciuta, dove ho trascorso i primi 7 anni della mia vita, spensierati e felici e lì, uno dopo l’altro, ho ritrovato tutti i colori della mia palette.

Rosa e giallo pastello delle vecchie case e le sfumature dei tramonti, diverse nuance di verde della trasformazione delle spighe di riso nelle risaie, fino al giallo oro di quando sono mature in estate. E poi il grigio della nebbia che in queste zone vela i colori per gran parte dell’anno, e infatti nella mia palette la maggioranza dei colori è velata e “nebbiosa”.

È stata un’emozione incredibile, da pelle d’oca! Erano colori “congelati” nel mio passato, che all’improvviso ho ritrovato e assaporato con gioia e un pizzico di nostalgia.

Oggi quando li riguardo ho una bellissima sensazione di pace nel cuore.»

 

…Che dire, mi avete lasciato senza parole! Non vedo l’ora di sperimentare in prima persona questo vostro splendido progetto e scoprire la mia palette emozionale.

Appuntamento con la community di Yoga & Oroscopo, al 15 settembre a Milano.

 

 

Se anche tu hai una domanda per Raluca Andreea ed Elisa, vuoi prenotare una consulenza personalizzata oppure iscriverti al loro prossimo corso, non esitare… Puoi farlo qui!

 


Miriam BendìaMiriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri, l’ultimo lo potete leggere qui.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l’arte talvolta migliora l’arte della vita.

Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.

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